Un’intensa partecipazione di pubblico ha animato il pomeriggio dedicato alla memoria di Alessandro Leogrande, svoltosi presso la Biblioteca di Comunità di Fasano.
L’incontro, parte della rassegna letteraria “Le città visibili. Storie individuali e sogni collettivi”, ha rappresentato un momento di ascolto, riflessione e confronto sui temi sociali cari allo scrittore e intellettuale tarantino, prematuramente scomparso nel 2017.
«Chissà cosa avrebbe scritto Alessandro del periodo storico che stiamo vivendo», si è chiesto il giornalista RAI Vito Giannulo, invitato a moderare il talk che ha visto gli interventi dell’avvocato ambientale Stefano Palmisano, amico personale di Leogrande, e di Piero D’Argento, membro del cda della Fondazione “Giuseppe Di Vagno” e promotore della Scuola di Reportage Narrativo intitolata proprio a Leogrande.
Al centro dell’incontro, il libro-inchiesta Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud, pubblicato da Leogrande nel 2008. L’opera, ancora oggi di straordinaria attualità, ha offerto lo spunto per una discussione serrata e appassionata sul caporalato, lo sfruttamento dei lavoratori migranti e le dinamiche di potere che ancora attraversano le campagne del Mezzogiorno. Tracciando un parallelo tra lo sfruttamento umano e quello delle risorse naturali, Stefano Palmisano ha inoltre posto l’accento sul legame profondo tra ingiustizia sociale e crisi ambientale, con riferimenti concreti alla situazione pugliese.
L’evento è stato promosso dall’associazione SCIA’ APS con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Fasano.