Eduardo De Filippo e un giovane tarantino protagonisti del romanzo che sarà presentato giovedì 20 marzo alle 17.00 presso la Biblioteca di Comunità a Fasano
Sarà lo scrittore Giuliano Pavone l’ospite del prossimo appuntamento della rassegna letteraria “Le città visibili. Storie individuali e sogni collettivi” promossa dall’associazione SCIA’ APS con il Patrocinio del Comune di Fasano – Assessorato alla Cultura presso la nuova Biblioteca di Comunità “I Portici – Ignazio Ciaia”.
Il 20 marzo alle ore 17.00 lo scrittore di origini tarantine presenterà il suo ultimo romanzo dal titolo Per diventare Eduardo, edito da Laurana. Il libro racconta la storia di Franco, un sedicenne di Taranto, figlio di un operaio dell’Italsider, che nel 1982, grazie a una borsa di studio, trascorre una settimana a Roma per intervistare Eduardo De Filippo.
Questa esperienza influenzerà profondamente la sua crescita personale, accompagnandolo attraverso le scelte lavorative, i tormenti sentimentali, la scoperta dei segreti familiari e le lotte in difesa della salute e dell’ambiente. A dialogare con l’autore saranno Cinzia Cupertino e Teresa Cecere.
Giuliano Pavone è uno scrittore, giornalista e sceneggiatore tarantino. Ha pubblicato diversi romanzi e saggi, spesso incentrati su tematiche sociali e culturali legate alla sua città natale. Tra le sue opere più note figurano L’eroe dei due mari (2010), che racconta la complessa realtà di Taranto attraverso il calcio. Con uno stile che mescola impegno e ironia, Pavone esplora il rapporto tra individuo e società, tra memoria e identità.
È inoltre tra gli ideatori di “Inchiostro di Puglia”, un progetto collettivo nato come blog e diventato un libro (2015), che raccoglie racconti di autori pugliesi o legati alla regione, con l’obiettivo di valorizzare la letteratura locale e creare una rete culturale.
Giovedì 20 marzo 2025 / ore 17:00 – Incontro con Giuliano Pavone
autore del libro Per diventare Eduardo (Laurana Editore)
In dialogo con Cinzia Cupertino e Teresa Cecere
Biblioteca di Comunità ‘I Portici’, Fasano