Terminate le prime aree di degenza al piano terra – Inizia a formarsi il futuro Pronto soccorso dell’ospedale. Completati anche gli interventi alle facciate esterne con il posizionamento delle vetrate.
Va avanti il progetto di realizzazione della struttura, nel cui cantiere sono adesso ben distinguibili anche gli ambienti che ospiteranno i locali del futuro Pronto soccorso. All’esterno, come comunicato dall’Asl Bari, sono state completate le vetrate sulle facciate e sono già pronte alcune delle aree parcheggio per utenti e visitatori, così come sono partiti i lavori per modificare la viabilità di accesso, dopo l’approvazione del progetto definitivo relativo alle infrastrutture stradali di accesso al nuovo ospedale.
Prosegue regolarmente il cantiere per la costruzione di uno dei più grandi e moderni ospedali di Puglia: lo ha verificato di persona il direttore generale della Azienda sanitaria locale di Bari, Antonio Sanguedolce, nell’ambito dei sopralluoghi periodici sul cantiere con il collegio consultivo tecnico, presieduto da Sergio Minotti, Direzione lavori, Commissione Collaudo, Rup e impresa.
Sono stati terminati gli interventi alle facciate esterne con vetrate della struttura, compreso il tetto con grandi fori della pensilina d’ingresso che, assieme alla spaziosa “agorà” interna, è un elemento distintivo dell’intero edificio. I lavori stanno proseguendo nelle aree interne e nel piano interrato in cui sono pronti trasformatore, quadro elettrico e centrale elettrogena.
Il Piano terra ospiterà la piastra ospedaliera, la diagnostica, i servizi territoriali e il pronto soccorso con diagnostica dedicata. Per quanto riguarda la forza lavoro, si registrano impiegati in media 143 operai al giorno, con un massimo di 200 unità.
Il nuovo ospedale sarà dotato di quasi 300 posti letto su tre livelli, e sorge su un’ area di intervento di 178mila metri quadrati. La superficie è pari a 63mila metri quadri per un volume complessivo dell’edificio di 295mila metri cubi. La struttura potrà servire un bacino d’utenza di 260mila persone.