La commemorazione si è svolta ieri, lunedì 19 marzo, per ricordare il vicebrigadiere fasanese della Polizia di Stato Francesco Zizzi, uomo della scorta dell’on.le Moro, ucciso dalle br nel ’78, durante la strage di Via Fani a Roma.

Il 16 marzo 1978, fu una data che segnò le coscienze di tutti gli italiani, ma che ferì anche la città di Fasano, che nella strage di via Fani perse uno dei suoi figli, il vicebrigadiere della Polizia di Stato, Francesco Zizzi, membro della scorta del presidente della Dc on. Aldo Moro. Zizzi non fu l’unico a perdere la vita, con lui due carabinieri, Oreste Leonardi e Domenico Ricci, e due poliziotti Raffaele Iozzino e Giulio Rivera.

 

Il corteo partito dalla centralissima Piazza Ciaia è poi terminato presso il cimitero comunale dove si è tenuta una cerimonia religiosa voluta dalla prefettura di Brindisi, presieduta da  don Claudio Macchitela, cappellano della Polizia di Stato. Infine ha avuto luogo la deposizione di una corona dinanzi al monumento funerario, così i familiari, le autorità civili e militari, giovani studenti e cittadini, hanno voluto ricordare il sacrificio di Francesco Zizzi.

 

Tra i presenti, il prefetto della provincia di Brindisi, Valerio Valenti che ha affermato: «Attingo alla scatola della mia memoria, a breve compio 60 anni, e il 16 marzo del 1978, ne avevo appena 19.  Ricordo bene quel giorno, ero nel pieno dell’università e credevo pienamente negli studi intrapresi, ma non avevo ancora ben chiaro cosa potessi fare da grande se l’avvocato, il magistrato o il notaio. Da quel giorno in poi, ho seguito tutti i 55 giorni di prigionia di Moro, con passione, sdegno e la palpitazione di chi aspettava la buona notizia e che sperava che la storia del Paese potesse cambiare; purtroppo arrivò la notizia dell’uccisione di Aldo Moro, la storia dell’Italia è cambiata, consegnando Almeno due considerazioni con le quali voglio rasserenare i giovani: si è creato un grande clima di unità nazionale, che consentì al paese di sconfiggere il terrorismo e di affrontare le sfide dei successivi anni. Oggi abbiamo ancora bisogno di questo clima, che si diffonda in tutti gli studenti, ma anche nei cittadini e nelle istituzioni. Se oggi tanti dei presenti sono arruolati nelle forze dell’ordine è perché Francesco Zizzi e gli altri appartenenti alla Polizia e ai Carabinieri, si sono immolati per questo.»

 

Anche il sindaco della città di Fasano, Francesco Zaccaria, ha voluto ricordare il sacrificio di Zizzi e degli anltri agenti della scorta: «Quarant’anni di storia non sono bastati a far luce pienamente sulla scomparsa di 5 servitori dello stato e dell’on. Aldo Moro. Oggi il compito delle istituzioni è quello di spiegare quel sacrificio e di attualizzarlo. Ieri, come oggi, quel sacrificio che fu reso per servire lo stato e far si che due blocchi sociali potessero confrontarsi tra loro; senso del dovere, confronto, costituzione, devo essere il nostro faro attraverso il quale ricordare il nostro concittadino, gli agenti della scorta e lo stesso Moro.»

 

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