Il Commissariato della Polizia di Stato di Monopoli, in collaborazione con la Questura di Brindisi, ha messo a segno un’importante operazione finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti che ha consentito di rinvenire in un deposito a Savelletri quasi una tonnellata di droga pronta per essere smistata, presumibilmente, in varie parti d’Italia.
Nell’operazione è stata arrestata una persona, un 31enne di Fasano; rinvenuti anche alcuni veicoli rubati che dovenvano essere utilizzati per il trasporto degli stupefacenti.
Quella scoperta a Savelletri, per gli investigatori, è una vera e propria una base logistica e di custodia momentanea dei carichi di marijuana provenienti dall’Albania.
La polizia ha operato prima che un carico di droga già pronto per la spedizione partisse a bordo di due furgoni rubati. Localizzata l’area sospetta, gli operatori della Polizia di Stato hanno bloccato tutte le uscite di una zona residenziale di Savelletri, ed hanno subito dopo avviato la perquisizione di alcuni tra i 20 box seminterrati, selezionando quelli compatibili con le risultanze investigative. Fondamentale è risultato l’intervento della squadra cinofili della Questura di Bari, che con il cane poliziotto “Amira”, ha individuato immediatamente il garage giusto.
Parallelamente altre pattuglie avevano rintracciata la persona che aveva in affitto il box che è stato dichiarato in arresto al termine della perquisizione. All’interno del locale perquisito, infatti, sono stati rinvenute due auto risultate rubate una a Mola di Bari ed una a Fasano, già approntate con due carichi di circa 150 chili ciascuna di marijuana.
Inoltre – sono state rinvenute 4 centraline di autovetture, l’attrezzatura completa per compiere furti di auto, compreso un jammer, numerosi passamontagna, altra sostanza stupefacente già imballata per un totale di 771 chilogrammi di marijuana, tutta l’attrezzatura ed il materiale idoneo all’imballaggio della droga, ovvero macchine per realizzare il sottovuoto, bilance di diverse capacità e materiale di cellophane di diverse composizioni anche per lo spaccio al dettaglio, ed infine 9 cartucce calibro 7,62 utilizzabili con l’Ak47 Kalashnikov.
Per gli investigatori il lucroso commercio di droga proveniente in grandi quantità dall’altra sponda dell’Adriatico, si avvale delle sperimentate tecniche utilizzate nei decenni passati dai contrabbandieri di sigarette, che, in molti casi, si sarebbero riconverititi al traffico (probabilmete più redditizio) della dorga, soprattutto marijuana, che probabilmente arriva sulle coste italiane seguendo le stesse rotte utilizzate in passato per l’illegale importazione di sigarette.
La scoperta del deposito non chiude certo le indagini, ma apre nuovi fronti di ricercaper far piena luce sul fenomeno e risalire ai responsabili.