E’ stato inaugurato venerdì 8 luglio a Fasano l’impianto comunale di affinamento e depurazione delle acque reflue urbane che, dopo avere lavorato le acque del vicino depuratore fognario, con una rete di condotte, vengono destinate agli agricoltori che si allacceranno alla rete per irrigare i propri campi.
Dopo anni di lavoro inizia, dunque, il lavoro del Lago Forcatella a Fasano.
“Noi in questo impianto stiamo sperimentando il futuro, perché la natura non conosce salti, tutto si ricongiunge come se fosse un grande cerchio. Il “lago Forcatella” di Fasano è un’opera che, oltre ad avere una bellezza ambientale visibile e culturale da pianificare con idee e progetti, realizza un grande sogno di prospettiva: in questo luogo l’ambiente si fa abbattendo le credulità e le suggestioni ecologiste, perché si stringe la mano alla scienza e questa occasione serve per portare l’esempio in tutta la regione così da facilitare il nostro lavoro nel rendere adeguato il nostro sistema di depurazione, il servizio idrico integrato, mostrando che spesso le ostilità sono ingiustificate”.
Lo ha detto Fabiano Amati, consigliere regionale e presidente della Commissione bilancio in occasione dell’inaugurazione del “Lago Forcatella” a Fasano accompagnato, per il taglio del nastro, dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, dall’assessore regionale alle opere pubbliche Giovanni Giannini, dal sindaco di Fasano Francesco Zaccaria e dal presidente di Acquedotto Pugliese Nicola De Sanctis.
L’impianto di affinamento delle acque reflue di proprietà comunale già esistente è stato potenziato con un finanziamento di 3,6 milioni di euro con fondi Fesr, con un bacino artificiale detto “Lago Forcatella”, attrezzato anche con opere di arredo urbano, sentieri e piste ciclabili tra gli ulivi secolari.
“Questa fu un’opera visionaria dell’amministrazione comunale di Fasano guidata dall’allora sindaco Donato De Carolis; in quella occasione fu gettato il primo seme verso questa grande opera di innovazione tecnologica e scientifica – prosegue Amati – che portò successivamente a realizzare l’impianto attiguo a questo grande lago. È stata poi la Regione Puglia a finanziare con quasi 4 milioni di euro il potenziamento, nonostante il vecchio impianto avesse comunque ricevuto vari premi in Europa che attestavano le buone pratiche dell’amministrazione regionale. L’ampliamento è stato reso possibile grazie all’amministrazione comunale precedente a quella di Francesco Zaccaria, guidata da Lello Di Bari. I tecnici comunali di Fasano, i dirigenti e i funzionari in questa grande avventura hanno messo non solo il dovere dettato dalla propria professione, ma anche un pizzico di passione in più, utile per realizzarlo. Questo lago contiene 50 milioni di litri di acqua, serve una rete irrigua allo stato di 30 km, ma penso che il comune avrà logiche espansive anche utilizzando il gestore tecnico, ovvero Acqua Soil e questa acqua viene utilizzata in agricoltura”.
“Allo stato la Regione con l’ultima legge di bilancio ha stanziato per gli impianti ad alta tecnologia ( e dunque rientra questo tipo di impianto) una nuova frontiera che è quella del consumo umano dell’acqua. Sarei felice se questo potesse diventare un esempio, una “scuola di cultura” nel manipolare l’argomento dell’acqua, perché in fondo qui non si trattano residui di extra terresti, ma questa acqua parla di noi, la fognatura parla di noi. La depurazione, la sanificazione delle acque, il riutilizzo e anche la grande prospettiva del consumo umano non è altro che l’applicazione rigorosa della scienza e della vera vena ambientalista che è uno dei connotati di questa amministrazione regionale rappresentata per l’occasione da Michele Emiliano per il “battesimo laico” di questo lago che dice ancora una volta che l’ambiente c’è se sai stringere la mano alla scienza e non alla credulità e alle suggestioni”.
“In altri posti d’Europa forse è persino inutile fare cose del genere, ma noi l’acqua non l’abbiamo – ha detto Emiliano – Spesso inoltre, per il principio dei vasi comunicanti, i pozzi si riempiono di acqua di mare. Succede nel Salento”.
Il presidente si è complimentato con il lavoro svolto dalle amministrazioni precedenti e ha spiegato quanto sia importante adottare questo progetto in altri paesi della regione.
L’intervento ha interessato un suolo di 6 ettari. E’ stato messo a punto un processo di trattamento innovativo capace di conferire all’acqua depurata standard di qualità tali da permettere il riutilizzo agricolo senza alcuna restrizione e di realizzazione di bacini di post-trattamento e accumulo.