Premesso che, continuiamo a non comprendere il senso di questo “risvegliato” accanimento su una questione già affrontata che forse distrae da più importanti impegni in termini di sicurezza che riguardano altre gravità emergenti (lavoro, salute ecc.), non commetteremo l’errore di deviare dal tema del dibattito, se così lo si può chiamare poiché sarebbe stato più corretto convocare il comitato di interesse e discutere ad un tavolo istituzionale la questione. Siamo ovviamente perfettamente d’accordo su quanto dice l’Assessore Fabiano Amati in merito alla necessità di sensibilizzare tutti sulla sicurezza. Fu proprio questa la ragione della nostra intensa campagna del 2007/2008 e mi è sembrato di averlo spiegato bene con la replica alle precedenti dichiarazioni. Colgo l’occasione per sottolineare che non sono stato il solo promotore, ma solo uno dei tanti. Un testimone privilegiato forse poiché percorro due volte al giorno da trentadue anni la famigerata strada. L’intero comitato vide direttamente coinvolti il WWF, il Touring Club Italia, Legambiente, Italia Nostra, molti cittadini, imprenditori, intere famiglie che si impegnarono direttamente e fisicamente a costo di grandi sacrifici per scendere nelle piazze e spiegare cosa si poteva e doveva fare proprio per non semplificare brutalmente una questione di così grande importanza. Non solo per le ragioni descritte, ma anche o soprattutto, per il più generale processo di deresponsabilizzazione indotto da certi percorsi discorsivi. La divergenza sostanziale di opinioni, credevo fosse stato evidente (per questo ho tirato in ballo il concetto di “esperienza”) era allora ed è oggi, nell’analisi dei fatti e nelle soluzioni proposte. Noi siamoper garantire la sicurezza attraverso la sensibilizzazione alla guida sicura, il rispetto dei limiti di velocità, la manutenzione e pulizia della strada (i canali di scolo sono invasi di immondizia e le sedi degli alberi “aggredite” da quegli agenti patogeni che sono il frutto della comune inciviltà)ed il completamento dell’installazione dei guard-rail (realizzato già per intero sul trattoOstuni – Montalbano); l’Assessore Regionale e, a quanto pare anche il sindaco di Fasano, propongono (sarebbe meglio dire intimano)l’espianto di tutti gli alberi, ricorrendo anche ad una personale interpretazione del principio di legalità connesso all’esito di una sentenza della Corte di Cassazione. Naturalmente pur essendo tacciati di scarsa scientificità e per quel poco di conoscenza giuridica che abbiamo, pensiamo di poter dire che la soluzione da noi proposta trova conforto invece proprio nella lettura puntuale della sentenza della cassazione citata che condanna per “mancata manutenzione stradale e predisposizione di idoneo guard-rail nel tratto di strada ove si trovava la pianta”[sentenza 17601 del 15/04/2010] ed è ulteriormente suffragata, qualora ce ne fosse bisogno, dal successivo parere del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Direzione Generale per la Sicurezza Stradale, Divisione 4. protocollo n.°3224 del 10/06/2011 [… “la norma impedisce di impiantare nuovi alberi ma non obbliga la rimozione degli esistenti”… “possono non essere rimossi”…ecc.]. E’ falso quindi dire che la presenza degli alberi sul ciglio della strada in questione rappresenti sempre una palese violazione delle leggi in vigore. Sarebbe più corretto dire che occorreva rispettare quanto da noi richiesto cinque anni fa. Il dibattito e la divergenza di opinioni non riguardano ovviamente altri ambiti o campi di intervento e non si spiega l’indignazione per qualcosa che personalmente credo di non avere mai sostenuto. Proprio non capisco pertanto il riferimento agli incendi boschivi. Abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto di collaborazione con la Forestale e con tutti gli organi che tutelano il nostro territorio e che ne conoscono molto bene il valore. Pur non rientrando tra i nostri compiti lavorativi e/o istituzionali, ci occupiamo a volte (tra un bagno e l’altro) di questioni per le quali non siamo retribuiti, non riceviamo compensi e non facciamo pubblicità. Di tanto in tanto ci capita di raccogliere piuttosto qualche insulto e qualche minaccia (che non disturba più di tanto). Comunichiamo a volte tramite computer e stando seduti poiché questo ci pare un mezzo idoneo benché ci si accusi spesso di essere contro il progresso (ed anche perché i segnali di fumo sarebbero pericolosi). Al di là delle facili battute però, per le quali chiedo subito scusa, siamo stati sempre molto attenti, e ci tengo a precisarlo con particolare vigore, a non parlare delle cause degli incidenti per non strumentalizzare i termini di un dibattito che merita una analisi meno superficiale: non siamo, ma questo chi ci ha seguito lo ha capito già da tempo, per la vita degli alberi e la morte delle persone (dovremmo forse sentirci noi indignati per queste allusioni?). Difendiamo tutte le vite e proprio per l’interesse che nutriamo nei confronti di tutti proponiamo soluzioni sulla cui scientificità o ragionevolezza i cittadini sapranno ben giudicare così come hanno fatto cinque anni fa depositando le loro firme, identificate puntualmente con il numero del documento di identità, cosa ben diversa dagli anonimi sondaggi su quotidiani vari cui si vorrebbe fare ricorso per trovare conforto alle proprie tesi senza ricorrere al dibattito. Non disdegniamo affatto la comunicazione face to face e la “discesa in campo” anche se siamo stati spesso impegnati da soli nel combattere episodi di pericolosità ambientale (e quindi per la salute – il collegamento a volte sfugge) meno evidenti sotto il profilo mediatico, ma altrettanto importanti. Il resto credo fosse già chiaro con la precedente comunicazione (valutazione dei tecnici sulla malattie delle piante ecc., modalità di analisi, rapporti ecc. tutti temi già discussi con ampia cognizione di causa nel 2007/2008). Chiedo venia a coloro che si sono sentiti personalmente offesi per il mio precedente intervento che riguarda, ribadisco, solo il rammarico per il ritorno su una questione già affrontata con grandi sacrifici individuali e la valutazione sulle azioni da intraprendere. Intervento che non riguardava affatto valutazioni su varie sensibilità individuali che non attengono alla mia sfera di interesse, di competenza e di conoscenza. Ribadisco la totale disponibilità, se necessario, ad un confronto che verta sulle azioni possibili quindi e non sulla valutazione delle abitudini vacanziere individuali. Un confronto senza sconti o semplificazioni eccessive che comprenda tutti gli elementi in gioco:un adeguato piano di educazione alla sicurezza (ambientale e stradale), l’imposizione ed il sistematico controllo per il rispetto dei limiti di velocità, la regolare manutenzione della strada (pulizia dei canali e completamento della messa in sicurezza con i guard-rail) e, ultimo ma non ultimo, un piano di comunicazione e sensibilizzazione efficace (il riferimento al cartello berlinese era relativo anche a questo fondamentale, trascurato aspetto). In questo senso potremo sicuramente lavorare insieme per il bene e la sicurezza della collettività.Noi lo facciamo gratis nel poco tempo libero che ci rimane. Ovviamente, concordo ancora una volta con l’Assessore Amati, essendo particolarmente antipatica questa modalità di comunicazione ci asterremo da ulteriori commenti sui fatti, riservandoci di porre in atto nuove iniziative “sul campo” lontani da rassicuranti e comode tastiere.

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