Condanne confermate dalla Corte d’appello di Lecce per i 5 brindisini accusati del sequestro di un tossicodipendente di Pescara tenuto prigioniero per un giorno in una casa di Torre Canne, loclaità marinara di Fasano, tra il 17 e il 18 giugno 2008. Il collegio ha confermato le pene inflitte in primo grado agli imputati, un 21ennenni di Pezze di Greco e altri 4 giovani di età compresa tra i 24 e i 27 anni, tutti di di Montalbano di Fasano, condannati ognuno a 17 anni e 2 mesi di reclusione, per un totale di 86 anni di carcere. Contestualmente è stata riformata la pena a carico di un uomo di Torre Annunziata, per la collaborazione fornita agli inquirenti nel corso delle indagini, ideatore del sequestro del giovane tossicodipendente di Pescara che aveva con lui un debito di 15.000 euro per una partita di droga acquistata e mai pagata. Il 17 giugno 2008 il campano si recಠa Pescara insieme a due degli imputati di Montalbanoi, avrebbe costretto il malcapitato a salire in auto con loro e lo condusse a Fasano. Qui il giovane fu tenuto prigioniero in una casa di Torre Canne, grazie anche all’aiuto degli altri giovani imputati nel processo, e i rapitori chiesero un riscatto di 50.000 euro alla famiglia. Approfittando della distrazione dei suoi carcerieri, perà², il ragazzo riuscì a telefonare alla madre, chiedendole di avvisare la polizia. L’irruzione degli agenti nell’appartamento brindisino, il pomeriggio del 18 giugno, portಠalla liberazione del giovane e poi all’incriminazione dell’ideatore del sequestro e dei suoi complici. Nei loro confronti, in primo grado, erano state comminate pene pari a 104 anni e 6 mesi di carcere

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