Dal primo gennaio il sacchetto di plastica per la spesa è fuorilegge. Dal 1 gennaio infatti, è entrata in vigore la normativa che mette al bando i sacchetti da asporto merci non biodegradabili. Una normativa che finalmente, dopo una proroga di un anno, da il via libera ai sacchetti bio che non tollera più quelli non biodegradabili. Entra nel vivo quindi la guerra ai sacchetti di plastica che doveva già partire dal 2010 dopo un iter iniziato nel 2007 con la legge Finanziaria. I sacchetti non biodegradabili perà², non spariranno subito dalla circolazione. Sarà consentito agli esercizi commerciali lo smaltimento delle scorte in giacenza. Uno smaltimento consentito perà², solo a titolo gratuito. Mentre i nuovi sacchetti biodegradabili o di carta riutilizzabili, bio shopper, saranno venduti a 99 centesimi l’uno. Per poter vedere i sacchetti di plastica scomparire definitivamente ci vorranno quindi ancora dei mesi. In Europa sono circa 100 miliardi i sacchetti di plastica che vengono annualmente consumati. Sacchetti che vengono importati in gran parte dai Paesi asiatici come la Cina, Thailandia e Malesia. Di questi sacchetti l’Italia ne consuma mediamente 25 miliardi. Anche a Fasano i commercianti dovranno attrezzarsi facendo a meno del tradizionale sacchetto che negli ultimi 4 decenni è stato il naturale complemento della spesa quotidiana al negozio o al supermercato. La maggior parte dei negozianti intende smaltire le scorte, mentre si sta attrezzando per i nuovi sacchetti biodegradabili che hanno un costo superiore e che verosimilmente,saranno scaricati sul costo della spesa di ciascun cliente. Alcuni supermercati appartenenti a grandi catene di distribuzione si stanno preparando a fornire ai clienti affezionati appositi sacchetti mentre, dovrebbe far ritorno, in versione aggiornata, la vecchia retina della spesa, il sacchetto a maglie di comune uso alcuni decenni orsono.

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