I familiari hanno voluto che fosse seppellito con il martelletto in mano, lo stesso che era stato di suo nonno e di suo padre, insostituibile strumento di lavoro per un tappezziere. Così se n’è andato Giuseppe Lomascolo, 82 anni, una delle ultime figure di artigiano/artiere della città . Una vita in bottega tra poltrone, divani e sedie da tappezzare, ma anche alle prese con i mantici, le coperture dei birocci che con estro, maestria, pazienza e precisione era l’unico a saper ricostruire o riparare nella difficile opera di restauro dei vecchi mezzi di locomozione tirati dai cavalli. In pochi mesi una malattia lo ha strappato alla sua famiglia, tre figli e due adorati nipoti, ma anche ai tanti amici e a coloro che passeggiando per le stradine della città , si fermano a scoprire in botteghe e localini sopravvissuti al progresso nei quali ancora questi anziani artigiani/artisti continuano la loro opera con la stessa passione e i medesimi strumenti del passato. Con Peppino Lomascolo Fasano ha perso uno dei suoi personaggi che attraverso il lavoro delle mani hanno contribuito a far conoscere Fasano oltre i confini regionali, per la qualità dei suoi prodotti artigianali.
