Giuseppe Andriola, il ragazzino quattordicenne deceduto nei giorni scorsi in una marina di Carovigno, non è morto a causa del pugno sferrato da un tredicenne durante una lite banale. Lo ha escluso con certezza il medico legale al termine dell’esame autoptico eseguito. L’autoipsia avrebbe escluso l’esistenza di lesioni interne agli organi nè sarebebro statie rilevate lesioni esterne. All’origine della morte non sarebbe neanche una congestione accusata a seguito dell’ingestione di una granita, ma la morte sarebbe stata causata probabilmente una patologia congenita, sconosciuta al ragazzo e ai familiari, purtroppo manifestatasi improvvisamente e in modo drammatico. Intanto sabato mattina si sono svolti i funerali dello sfortunato ragazzi a Ostuni nella parrocchia di San Luigi, in un clima di grande commozione, alla presenza di numerose persone, tra cui gli amici del ragazzo che frequentava il liceo “L. Da Vinci” di Fasano e tanti militari della stazione carabinieri e della compagnia di Fasano, dove il papà del ragazzo presta servizio come vice comandate della stazione carabinieri.

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