Visto che da più parti giungono informazioni tendenti a facili allarmismi, ribadisco che stiamo tutti bene, che a Gaza la vita continua dignitosamente e che oggi riprenderemo la nostra attività e le nostre visite, senza però abbassare la guardia. Lo scrive sulla sua pagina Facebook Domi Sbiroli, uno dei due fasanesiche fa parte di una delegazione italiana composta da 34 persone che si trova a Gaza da giovedì scorso e che sarebbe dovuta ripartire oggi con un aereo dal Cairo per l’Italia ma non avrebbe ottenuto i permessi per attraversare il valico di Rafah, al confine con l’Egitto, perchè chiuso. “Stiamo tutti bene – spiega Sbiroli contattato dall’ANSA proprio tramite Facebook – ma il valico dalla parte egiziana è chiuso e siamo bloccati qui, ecco perchè lo stop”. L’altro fasaneseè Francesco Lussone. I 34 della delegazione che ha portato il denaro di una raccolta fondi all’ospedale di Al Awda, è ora a Gaza City. Vi sarebbero contatti con la Farnesina e la situazione è tranquilla. Per rientrare in Egitto il gruppo dovrebbe attraversare il deserto del Sinai. Le ragioni della chiusura del valico non sono state rese note agli italiani che attendono notizie in Palestina. Il gruppo – a quanto viene riferito – aveva anche dovuto attendere cinque giorni prima di poter fare ingresso a Gaza. Era partito da Roma per un viaggio programmato da tempo.
